PRATICARE LA GRATITUDINE PER IL NOSTRO BENESSERE

Mai come adesso, in questo momento così difficile e delicato, è importante praticare la gratitudine per il nostro benessere.

Ma cosa è la gratitudine? 

La gratitudine è la consapevolezza di ciò che c’è di positivo nella propria vita e dei benefici che da ciò derivano. È la consapevolezza che nulla può essere dato per scontato. 

Un tema molto attuale in questo periodo di emergenza. È forse questo infatti l’insegnamento più grande che possiamo trarre da questa delicata situazione: imparare a non dare nulla per scontato, imparando a riconoscere le piccole cose belle che fanno parte della nostra vita e della nostra quotidianità per le quali dovremmo sentirci grati.

Spesso dimentichiamo il forte impatto positivo che la gratitudine ha sul nostro benessere. La gratitudine infatti implica apprezzamenti per gli aspetti positivi della vita e, di conseguenza, incrementa sensazioni ed emozioni positive che a loro volta contribuiscono ad un senso generale di benessere a livello fisico, psicologico e sociale.

Emmons, psicologo esperto della scienza della gratitudine, ha verificato e comprovato attraverso numerose ricerche che la gratitudine porta a numerosi benefici sulla salute fisica: un sistema immunitario più forte, minor numero di dolori, pressione sanguigna più bassa, sonno più lungo e ristoratore, una maggiore attività fisica e migliore cura della propria salute.

A livello psicologico la gratitudine risulta fortemente correlata alle emozioni positive: un maggior livello di emozioni e sensazioni positive, maggior lucidità e consapevolezza, maggiori sentimenti di gioia e di piacere, più ottimismo e felicità, un’attitudine maggiormente generosa e compassionevole, una minore percezione dello stress, una maggiore attitudine al perdono, minori sentimenti di solitudine ed isolamento e un minor sviluppo di psicopatologie quali depressione e disturbo d’ansia generalizzato.

I benefici di tipo sociale sono particolarmente importanti, come spiega lo stesso Emmons, poiché la gratitudine si connota proprio come emozione sociale. Poiché ci permette di percepire il supporto dell’altro, essa non solo promuove la formazione di nuovi legami reciproci tra estranei ma permette anche di consolidare relazioni già esistenti incrementando il valore e la qualità del legame tra le persone coinvolte e rendendo le persone più inclini a notare le qualità positive dell’altro.

Ma come allenare la nostra gratitudine?

Emmons ha verificato che la gratitudine è un atteggiamento mentale su cui si può lavorare: allenare il cervello ad essere grato permetterà a sua volta di attivare la nostra capacità di gratitudine. Infatti, così come riponendo nella nostra mente preoccupazioni, ansia e timori prenderanno forma ansia e depressione così più riponiamo nel nostro cervello la gratitudine più essa prenderà forma: come sostiene il neuroscienziato Hanson, il cervello infatti cambia in base alla nostra mente.

Una buona pratica di gratitudine è il “diario delle benedizioni”: quotidianamente, preferibilmente la sera, segna su un diario tutti i motivi (eventi - persone - cose - luoghi) per cui ti sei sentito grato durante la giornata. Preferibilmente la sera poiché i pensieri negativi riducono la qualità del sonno mentre i pensieri positivi producono un aumento della quantità e della qualità del sonno percepita e, come in un circolo virtuoso, a sua volta il sonno promuove maggiori pensieri positivi.

Se nella tua lista hai incluso delle persone, ricordati di esprimergli la tua gratitudine. 

Rileggi questa lista almeno una volta a settimana e focalizzati sulle cose per cui ti sei sentito grato.

Coltiva sempre la tua gratitudine.

 

A cura della Dott.ssa Claudia Patrizia Chiari, Psicologa

claudiachiari.psicologa@gmail.com

Ig:  @psicologa.claudiachiari 

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